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Filosofia

Al centro di questa storia c’è il vino. Intorno al vino, una nuova visione femminile.

Cecilia Beretta, innanzitutto: la musa fu una donna colta e raffinata, che attraversò il Settecento circondandosi di artisti, intellettuali e musicisti provenienti da tutta Europa, figura femminile assimilabile a quelle di madame De Staël a Parigi o Caroline Pichler a Vienna. Carattere forte ma presenza elegante come il marchio di vini della famiglia Pasqua.

La proprietà dell’azienda, oggi di Umberto, Riccardo e Alessandro Pasqua, ha affidato ad una componente della famiglia, Cecilia il compito di dare un nuovo slancio ai vini di pregio. Cecilia, già parte del team International Sales, ha un un diploma Wset di 4° livello in vini e spirits.

Il passato cammina con il presente: una musa, una manager e un’enologa.

Oggi è stata avviata una rivisitazione, dal punto di vista stilistico, di alcune delle iconiche referenze di Cecilia Beretta, affidata alla supervisione di una figura unica nel panorama italiano della vitivinicoltura: Graziana Grassini, tra le prima donne winemaker in Italia, erede del grande Giacomo Tachis. Proprio lei ha collaborato alla rivisitazione del Mizzole Valpolicella Superiore DOC.

I tenimenti sorgono nello splendido anfiteatro fatto di colli e vallate della Valpolicella, e si estendono fino alle terre vulcaniche delle colline del Soave, territori nobili e dedicati al vino fin dall’epoca romana. Qui i terreni sono calcareo-argillosi, e le piante crescono a un’altezza media è di 150-200 metri.

Lo sfondo di questa storia sono i vigneti dell’azienda.